Le Celebrazioni

Le Celebrazioni

Il Cinquecentenario

 

I Medici: una famiglia ambiziosa, cresciuta tra alleanze e lotte interne ed esterne per il controllo di una città Stato. Il trionfo e l’esilio; il passaggio dal margine al centro del potere; i Papi e monarchi da blandire e servire per il tornaconto familiare.

Quest’anno celebriamo due Medici che diventarono principi: Cosimo e Caterina, nati nello stesso anno: il 1519. Entrambi artefici delle proprie vite grazie a uno spirito indomito forgiato da esperienze crude e violente.

Due vite parallele che si incrociano più volte grazie agli strani percorsi della storia e della politica, ma e non sempre sono stati incontri di concordia.

Nel 2019 più di venti istituzioni fiorentine – riunite in un Comitato Organizzatore coordinato dal Comune di Firenze con il supporto di MUS.E – hanno deciso di raccontare queste due storie attraverso conferenze, mostre e eventi aperti al grande pubblico in un programma denso e di grande interesse.

In questo portale troverete il calendario delle celebrazioni che saranno tali solo grazie alla vostra presenza e all’impegno di coloro che hanno speso il loro tempo e intelletto per organizzare tutto questo.

Il Granduca

Cosimo I

Cosimo nasce nel 1519 a Firenze, da Giovanni de’Medici detto delle Bande Nere, esponente del ramo Popolano della famiglia Medici, e Maria Salviati, nipote di Lorenzo il Magnifico e rappresentante del ramo principale della casata.

Rimasto orfano di padre all’età di 7 anni, si trasferisce con la madre a Trebbio, località del Mugello, dove passa gli anni dell’infanzia tra battute di caccia e sport all’aria aperta, come scherma, lotta, maneggio dei cavalli, pesca e nuoto.

Viene considerato un giovane di spirito debole e poco incline al comando e alla politica, ma quando sale al potere, nel 1537, succedendo ad Alessandro de’ Medici detto Il Moro, morto assassinato da Lorenzino de’ Medici, Cosimo si rivela uomo politico poco appariscente ma abile e accentratore, capace di consolidare il dominio della dinastia Medici su Firenze ed espanderlo verso gran parte della Toscana.

Partendo dalla battaglia di Montemurlo (1537), dove le truppe guidate da Alessandro Vitelli sconfiggono i “fuoriusciti” fiorentini spalleggiati dai francesi, sino alla rottura della tradizionale alleanza di Firenze con la Francia, in favore di una con la Spagna di Carlo V, l’ambizione e la determinazione di Cosimo hanno camminato un passo avanti rispetto alla scarsa opinione e al profilo poco incisivo che i potenti dell’epoca gli attribuivano.

Il 29 luglio 1539, sotto gli auspici dell’imperatore spagnolo, Cosimo prende in sposa Eleonora, figlia di don Pietro di Toledo, viceré di Napoli e fratello del duca d’Alba. La scelta della sposa non ha solo interessi politici ed economici, Cosimo ed Eleonora sono legati da un profondo affetto e vivranno, come ricorda il biografo Baccio Baldini: “con molto riposo et piacere, lietamente molt’anni”; fino alla morte di lei, avvenuta nel 1562 a causa della malaria.

Dal 1543 Cosimo avvia una serie di riforme istituzionali e amministrative che consolidano l’accentramento del potere verso la sua figura e gli lasciano maggiore indipendenza politica. Cosimo perfeziona il sistema statale, con riforme nei campi dell’amministrazione della giustizia e della sovrintendenza al dominio, mantenendo la divisione giuridica ed amministrativa tra il Ducato di Firenze e il Ducato di Siena, a seguito dell’annessione del 1555-57.

Affianco a una politica di stampo autoritario e accentratore, Cosimo avvia una serie di importanti riforme culturali. Nel 1543 fa riaprire l’università a Pisa e istituisce il Collegio di Sapienza, destinato agli studenti poveri del ducato. Tra il 1541 e il 1542 converte l’Accademia degli Umidi nell’Accademia fiorentina, la cui attività era legata alla diffusione della lingua “toscana” e alla fondazione di una storiografia ducale. Nel frattempo sposta la sua residenza da Palazzo Medici Riccardi a Palazzo della Signoria.

Nel 1560 incarica Giorgio Vasari della costruzione degli Uffizi. Su consiglio dell’architetto aretino fonda, nel 1563, l’Accademia delle Arti e del Disegno, istituzione oggi ancora attiva, il cui ruolo e prestigio crebbero grazie allo straordinario contributo di Accademici come Michelangelo Buonarroti, Francesco da Sangallo, Benvenuto Cellini, Bartolomeo Ammannati, il Giambologna, Galileo Galilei, ecc.

Nel frattempo amplia il maestoso edifico di Palazzo Pitti, ultimando il Giardino di Boboli e collega la nuova residenza con Palazzo della Signoria attraverso il Corridoio Vasariano.

Nel 1563 Cosimo lascia al figlio primogenito Francesco il governo e le rendite dello stato, riservando per sé il titolo ducale, il diritto di nomina alle cariche più importanti, i beni allodiali e i capitali commerciali, nonché il diritto di beneplacito nelle questioni politiche di maggior rilievo.

Nel 1569 ottiene da Papa Pio V il titolo di Granduca di Toscana.

Dopo la morte di Eleonora, sposa Camilla Martelli, dalla quale ha una figlia, Virginia.

Cosimo muore nel 1574, nella Villa di Castello, a seguito di un colpo apoplettico.

La Regina

Caterina

Caterina de’ Medici nasce nel 1519 a Firenze, nel palazzo della via Larga (oggi Palazzo Medici Riccardi), da Lorenzo II de’ Medici, duca di Urbino e da Madeleine de la Tour d’Auvergne, figlia del conte Jean de Boulogne e di Caterina di Borbone.

Perde i genitori poche settimane dopo la nascita, restando l’unica erede di casa Medici. Su volere del prozio Leone X, la “duchessa di Urbino” viene condotta a Roma, e alla morte di questo la sua tutela passa a Clemente VII. Nel 1525 ritorna Firenze ma per via dei disordini politici e della peste che infuria, viene trasferita nel monastero delle benedettine di Murate.

Dopo la restaurazione della signoria medicea, Clemente VII richiama a Roma l’orfana, ormai undicenne, rendendola oggetto prezioso nella politica matrimoniale del papa, tesa a favorire gli interessi della Curia e della famiglia Medici nel quadro della lotta delle grandi potenze. Le trattative per il matrimonio di Caterina con il duca Enrico d’Orléans, secondo figlio del re Francesco I di Francia, sono infatti strettamente collegate con la rivalità tra Asburgo e Valois per il predominio in Italia.

Le trattative per il matrimonio francese di Caterina si concretizzarono nell’estate del 1533, a Marsiglia, non prima però di aver “salutato” Firenze e l’Italia con un sontuoso banchetto tenuto a Palazzo Medici.

In Francia la giovane duchessa aveva un ruolo di secondo piano. La morte di Clemente VII, nel 1534, aveva fatto svanire tutte le aspettative politiche connesse al matrimonio, e il rango del marito, che non era il principe ereditario, la relegarono in una posizione marginale alla corte francese.  Anche se, nel 1536, alla morte di Francesco di Valois, Caterina ed Enrico divennero gli eredi al trono di Francia (divenendo effettivamente sovrani nel 1547).

Nel 1544 Caterina mise al mondo il primo erede: Francesco, futuro Francesco II. La nascita fu accolta da numerosi festeggiamenti, perché Caterina era ritenuta sterile. Nel giro di dodici anni, Caterina ed Enrico misero al mondo dieci figli, di cui sette rimasero in vita e tre divennero sovrani di Francia: Francesco II, Carlo IX, Enrico III. Caterina, per questo, fu detta «la regina madre».

La presenza a corte di Caterina richiamò in Francia diversi esuli italiani, in particolare i “fuoriusciti” fiorentini, avversari di Cosimo I, considerato da loro usurpatore di Caterina.

Nel 1559 la morte di Enrico II portò Caterina a essere la vera reggente del regno di Francia. Come manifestazione di dolore, iniziò a vestirsi di nero in segno di lutto, andando contro la tradizione che vedeva l’utilizzo del bianco come colore di lutto per le regine.

Caterina da questo momento assume un ruolo determinante al fianco dei figli eredi al trono del marito: da Francesco II, morto nel 1560, a Carlo IX, sotto il cui impero si svolsero le guerre di religione e la storica Notte di San Bartolomeo; per finire con Enrico III.

Caterina è stata una figura chiave in ambito culturale e politico. È morta il 5 gennaio 1589 nel castello di Blois. Fu sepolta nella basilica di Saint-Denis, accanto ad Enrico II nella tomba nella rotonda dei Valois, opera di Germain Polon.

La Città

A entrambi la città di Firenze e l’intero territorio toscano devono molto e i riflessi del loro operato sono tuttora decisamente evidenti.

Ecco perché il 2019 sarà un anno costellato di numerose iniziative sui due personaggi storici.

Gli eventi, dedicati al grande pubblico e presentati proprio nei luoghi che Cosimo e Caterina hanno abitato, consentiranno di cogliere i tratti salienti del loro percorso biografico e politico.

Il Comitato Organizzatore

Celebrazione promossa dal Comune di Firenze:
Assessorato Sport, tradizioni popolari, politiche giovanili e toponomastica;

Area di Coordinamento Amministrativa – A.P. UNESCO.

Comunicazione e supporto al coordinamento:
Associazione MUS.E

 

 

COMITATO ORGANIZZATORE:

Comune di Firenze:
Andrea Vannucci  – Presidente
Lucia Bartoli – Coordinatore
Carlo Francini – Segretario generale

 

Accademia delle Arti del Disegno – Cristina Acidini

Archivio di Stato di Firenze – Francesco Martelli

Biblioteca Medicea Laurenziana – Anna Rita Fantoni

Camera di Commercio di Firenze – Michela De Luca

Casa Buonarroti – Alessandro Cecchi

Città Metropolitana di Firenze – Laura Monticini

Consolato francese a Firenze / Institut français di Firenze – Manon Hansemann

Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino – Filippo Giovannelli

Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – Barbara Tosti

Fondazione Palazzo Strozzi – Riccardo Lami

Galleria dell’Accademia -Francesca Sborgi

Gallerie degli Uffizi – Maria Cristina Improta

Maggio Musicale Fiorentino – Giovanni Verona

Musei del Bargello – Ilaria Ciseri

Opera del Duomo – Vincenzo Vaccaro

Opera Medicea Laurenziana – Paolo Padoin

Opera di Santa Croce – Alessandro Andreini

Opificio delle Pietre Dure – Marco Ciatti

Polo Museale della Toscana – Marco Mozzo , Fabrizio Vallelonga

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato – Andrea Pessina

The Medici Archive Project – Alessio Assonitis

Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura e Laboratorio congiunto Comune di Firenze – DIDA HeRe Lab – Saverio Mecca